Falsi miti
di Alex Neverseen

Un contributo di Alex Neverseen per riflettere sulle caratteristiche discriminanti dell’essere.
Personalità entropica, per nulla resiliente al contrario della massa. E’ questo il punto che distingue l’originale dal banale. Non si dev’essere geni per essere originali. L’entropia tira fuori tutto quel che non è stato sopito in precedenza, con forti energie.
Oggi è facile sputare fuori un’energia che nel tempo è cresciuta, e non vi sono più ragioni per mollare, al soglio della morte.
Quel che suona e risuona in testa è la ricerca costante dell’indefinito, impossibile obiettivo che racchiude la verità sull’esistenza.
Le ragioni sono chiaramente offuscate dall’irrisolutezza dei punti di partenza e di arrivo. L’illogico non può pretendere razionalità, e su questo si cala un triste sipario per tutti coloro i quali hanno creduto nel palese inganno del proprio limitato edonismo.
Futilità di una vita, rimaste salde al comando dell’azione, senza avversario alcuno una volta giunte al traguardo.
Il coro chiassoso e allegro di un viale colorato è una piacevole risoluzione a un problema che quando era oscuro inchiodava sulla propria incapacità di reazione.
Così si chiude un’ennesima, annosa vicenda, cominciata con il parto di un falso.
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Tag: falsi miti, inediti, prosa, prosa e racconti, prosa e racconti
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Personalità entalpica, ciò che gli serve è un po’ di fumo per nascondere l’arrosto, spesso bruciato e inutilizzabile. Figlio dei tempi, si barcamena nel non sense, attingendo a piene mani nella confusa acqua di poppa che odo nel chiasso.
Dimenticando che l’unica via diritta è sempre affilata, giustifica l’ingiustificabile e si dondola come pigra amaca al sole del perdono.
“Il semplice è sempre falso. Ciò che non lo è, è inutilizzabile” (Valéry, Paul)
crudelmente vero come il disarmante caos che si intravede sul finire, come ogni caos lontano dalla portata, vicino solo ad angosciosa chimera della quale restano briciole di vanità.
grazie