Da quando la letteratura è diventata un hobby di massa, abbiamo assistito a strani fenomeni, forse chiari soltanto alla vista d’aquila di pochi veri bibliofili. Da un lato l’auspicata funzione pedagogica dell’indurre a lettura nuove generazioni sotto la seducente spinta dei vari Moccia, Ammaniti, Kinsella, Baricco non si è verificata, almeno da ciò che si vede in TV o si legge in giro. E non solo le giovani generazioni, ma un po’ tutto il pubblico leggente non pare abbia granché beneficiato dell’abbondanza di libri che vengono immessi sul mercato e pubblicizzati instancabilmente da agenzie letterarie con i controfiocchi e fiere del libro in gran copia. In genere anche l’arte libresca, come tutte le altre, trova giovamento e fermento più nelle epoche di proibizionismo che in quelle di liberismo, soprattutto quando il liberismo fa rima con consumismo. Il libro come ostentazione di uno status(...) CONTINUA...




