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	<title>Levia Gravia &#187; scrittura</title>
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	<description>Rivista online di culture contemporanee</description>
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		<title>Ennio Montesi con il libro “Racconti per non impazzire” ricorda Federico Fellini</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2010/07/ennio-montesi-con-il-libro-%e2%80%9cracconti-per-non-impazzire%e2%80%9d-ricorda-federico-fellini/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 18:42:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">È nelle librerie pubblicato dall’editore Mursia<strong>“</strong><a href="http://raccontipernonimpazzire.blogspot.com/" target="_blank"><strong>Racconti per non impazzire</strong></a><strong>”</strong>, una serie di racconti dedicati da <strong>Ennio Montesi</strong> all’amico <strong>Federico Fellini</strong> a metà tra psicologia e fantasia, tra il concepibile e l’irrealizzabile, nei quali i protagonisti vengono inghiottiti dalle proprie esistenze. Storie tragiche, surreali e profondamente umane in cui l’autore esercita la sua abilità narrativa inducendo a frugare all’interno delle coscienze e lasciando aperte diverse piste interpretative. Ennio Montesi è autore di romanzi e soggetti per la televisione e il cinema. Significativo il suo scambio epistolare con lo scrittore statunitense <strong>Henry Roth</strong>, che gli dedicò il racconto “Prosewriter’s Threnody”. Montesi è fondatore, insieme a <strong>Luigi Cascioli</strong>, di <strong>Axteismo</strong>, movimento internazionale di libero pensiero, che concentra studiosi, cristologi laici, ricercatori, magistrati, scrittori e persone che non (...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2010/07/ennio-montesi-con-il-libro-%e2%80%9cracconti-per-non-impazzire%e2%80%9d-ricorda-federico-fellini/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
[caption id="" align="alignnone" width="257" caption="Ennio Montesi - Racconti per non impazzire"]<img title="Ennio Montesi - Racconti per non impazzire" src="http://3.bp.blogspot.com/_NLBD5BY417U/TDK9MpnE_dI/AAAAAAAAAFo/eNMHl2st_3E/s400/ennio_montesi_racconti.gif" alt="Ennio Montesi - Racconti per non impazzire" width="257" height="400" />[/caption]
<p style="text-align: left;">È nelle librerie pubblicato dall’editore Mursia<strong>“</strong><a href="http://raccontipernonimpazzire.blogspot.com/" target="_blank"><strong>Racconti per non impazzire</strong></a><strong>”</strong>, una serie di racconti dedicati da <strong>Ennio Montesi</strong> all’amico <strong>Federico Fellini</strong> a metà tra psicologia e fantasia, tra il concepibile e l’irrealizzabile, nei quali i protagonisti vengono inghiottiti dalle proprie esistenze. Storie tragiche, surreali e profondamente umane in cui l’autore esercita la sua abilità narrativa inducendo a frugare all’interno delle coscienze e lasciando aperte diverse piste interpretative. Ennio Montesi è autore di romanzi e soggetti per la televisione e il cinema. Significativo il suo scambio epistolare con (...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2010/07/ennio-montesi-con-il-libro-%e2%80%9cracconti-per-non-impazzire%e2%80%9d-ricorda-federico-fellini/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=218&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Letteratura e storia. La trilogia della macchina di Miljenko Jergović</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 13:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Stanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[antonio stanca]]></category>
		<category><![CDATA[La trilogia della macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e storia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Miljenko Jergović]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2002 al 2007 il giovane scrittore bosniaco Miljenko Jergović è stato impegnato nella “trilogia della macchina”, tre romanzi che narrano del rapporto tra l’uomo e la sua automobile. Il primo s’intitola “Buick Riviera”, il secondo “Volga, Volga”, il terzo “Freelander”. Questo, uscito nella versione originale nel 2007, è ora comparso in Italia per conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reset-italia.net/wp-content/uploads/2010/06/foto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-42711" title="Trilogia della macchina" src="http://www.reset-italia.net/wp-content/uploads/2010/06/foto-175x300.jpg" alt="Miljenko Jergović - trilogia della macchina" width="175" height="300" /></a>Dal 2002 al 2007<strong> il giovane scrittore bosniaco Miljenko Jergović </strong>è stato impegnato nella “trilogia della macchina”, tre romanzi che narrano del rapporto tra l’uomo e la sua automobile. Il primo s’intitola “Buick Riviera”, il secondo “Volga, Volga”, il terzo “Freelander”. Questo, uscito nella versione originale nel 2007, <strong>è ora comparso in Italia</strong> per conto della casa editrice Zandonai.<br />
<span id="more-215"></span></p>
<p>Jergović ha quarantaquattro anni, è nato a Sarajevo nel 1966, qui è vissuto fino al 1992, si è laureato in Filosofia e Sociologia, dal 1993 vive e lavora a Zagabria. Ha esordito come poeta nel 1988, come scrittore nel 1994 col famoso “<strong>Le Marlboro di Sarajevo</strong>”, una raccolta di racconti che gli ha procurato molti riconoscimenti e lo ha reso famoso oltre i confini della sua terra. Ha continuato come giornalista, redattore, drammaturgo, traduttore, conduttore televisivo e soprattutto come scrittore. Le sue narrazioni sono state spesso premiate e tradotte in molte lingue: è considerato il maggiore dei nuovi scrittori della Ex Jugoslavia. Suo genere preferito è il racconto breve, il suo stile è vario, dal periodo molto ampio a quello brevissimo, dai toni alti a quelli bassi. Anche nel contenuto si alternano temi ricercati ad altri comuni, quotidiani. Vero, autentico vuole riuscire in tal modo questo scrittore, della vita egli vuol dire, di come è fatta, di quanto comprende, di ciò che avviene, di chi la vive. Ad essa vuol far aderire la sua scrittura,  alla vita della vecchia Jugoslavia, ai suoi gravi avvenimenti, alle guerre esterne ed interne, alle distruzioni, crudeltà di ogni genere  successe quando inconcepibile era ormai divenuta tanta violenza nei rapporti umani e sociali.</p>
<p>Della sua vecchia terra scrive Jergović nelle numerose opere perché di essa intende recuperare lingua, religione, costumi, quanto, cioè, la distingueva e ne faceva una nazione. Un’aspirazione difficile la sua se si tiene conto che molte sono le etnie che in Jugoslavia si sono succedute, incontrate, scontrate, che controverso è stato il loro rapporto, impossibile una loro combinazione, che tante sono state e sono rimaste le lingue, le religioni e le usanze. Questo non ha fatto desistere Jergović ma lo ha convinto che tanta varietà e vastità non è un problema bensì un segno distintivo che andava cercato in ogni luogo della passata Jugoslavia. Così ha proceduto nelle sue narrazioni e così ha concepito l’idea del viaggio che fa compiere al protagonista di “Freelander”. Un viaggio, infatti, permette di venire a contatto con tanti luoghi, tante persone, di vivere tante situazioni. Il viaggiatore è il professore Karlo Adum che, con la vecchia e inseparabile Volvo, dopo circa cinquant’anni va da Zagabria, dove è vissuto, a Sarajevo, dove è nato. Ora è solo, è vedovo, è pensionato ed una circostanza particolare lo convince ad andare a Sarajevo e percorrere tanti chilometri. Porta con sé una pistola per difendersi da eventuali pericoli e passa attraverso città, villaggi, campagne dove visibili sono i segni di una recente guerra. Sono immagini, paesaggi di rovina, di miseria, di pena, di dolore, di morte quelli che gli si offrono, sono pericolosi gli incontri che fa per strada o nei locali dove si ferma per mangiare o dormire e sono soprattutto ricordi quelli che affiorano ad ogni passo. Anche questo è un libro di memorie e stavolta le memorie sono proprie dell’autore essendo il viaggio compiuto dal professore, da Zagabria a Sarajevo, quello che Jergović compie nel ricordo della sua vita passata. I luoghi attraversati da Karlo Adum con la sua Volvo sono stati dello scrittore ed essi egli vuole mostrare nelle condizioni degli anni precedenti, vuole rappresentare i danni che avevano subito da una delle tante guerre della Jugoslavia, le gravi conseguenze che ancora duravano. Vuole esprimere il suo sdegno per tanto male, denunciare i responsabili, entrare nella storia, giudicarla. Dalle piccole cose di ogni giorno Jergović muove, in questa e nelle altre opere, verso temi, tempi, spazi più ampi, dal caso procede verso la storia e di storia sono i suoi romanzi e racconti, di una storia che è stata crudele. Di essa egli fa letteratura, scrive, cioè, in modo da tradurre il documento in un racconto che ne estenda il significato, lo faccia giungere a tutti. E’ il compito che Jergović ritiene debba essere di ogni autore, quello di saper stare tra i propri ed i richiami della realtà, di non evadere dalla vita, dalla storia ma d’impegnarsi per diventare anche la voce degli altri.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Antonio Stanca</em></p>
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		<title>Tutto è vita. &#8220;Sotto cieli noncuranti&#8221; di Benedetta Cibrario</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2010/05/tutto-e-vita-sotto-cieli-noncuranti-di-benedetta-cibrario/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 18:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Stanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[2008]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[antonio stanca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-204" title="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2010/05/foto.jpg" alt="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario" width="400" height="650" /></p>
<p>Come il primo romanzo “Rossovermiglio”, col quale vinse nel 2008 il Premio Campiello, anche il secondo, “Sotto cieli noncuranti”, è stato pubblicato da Feltrinelli nella serie “I Narratori”. Il primo è comparso nel 2007, il secondo nel 2010, li ha scritti Benedetta Cibrario che, nata a Firenze, vive ora a Milano dove svolge il suo lavoro. Da bambina la Cibrario è vissuta a Torino e di questa città si dice nei due romanzi. Nel secondo costituisce l’ambiente principale e fa pensare che la scrittrice sia rimasta legata ai luoghi della sua infanzia. Inoltre come in “Rossovermiglio” anche in “Sotto cieli noncuranti” ritorna l’interesse della Cibrario per quanto di vario, d’imprevisto, di assurdo può avvenire nella vita, per quanto di diverso, di contrario, rispetto alle intenzioni, alle volontà può verificarsi, per come tutto succeda lontano non solo da ogni previsione ma anche da ogni protezione, per come anche i cie(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2010/05/tutto-e-vita-sotto-cieli-noncuranti-di-benedetta-cibrario/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-204" title="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2010/05/foto.jpg" alt="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario" width="400" height="650" /></p>
<p>Come il primo romanzo “Rossovermiglio”, col quale vinse nel 2008 il Premio Campiello, anche il secondo, “Sotto cieli noncuranti”, è stato pubblicato da Feltrinelli nella serie “I Narratori”. Il primo è comparso nel 2007, il secondo nel 2010, li ha scritti Benedetta Cibrario che, nata a Firenze, vive ora a Milano dove svolge il suo lavoro. Da bambina la Cibrario è vissuta a Torino e di questa città si dice nei due romanzi. Nel secondo costituisce l’ambiente principale e fa pensare che la scrittrice sia rimasta legata ai luoghi della sua infanzia. Inoltre come in “Rossovermiglio” anche in “Sotto cieli noncuranti” ritorna l’interesse della Cibrario per quanto di vario, d’imprevisto, di assurdo può avvenire nella vita, per quanto di diverso, di contrario, rispetto alle intenzioni, alle volontà può verificarsi, per come tutto succeda lontano non solo da ogni previsione ma anche da ogni protezione, per come anche i cie(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2010/05/tutto-e-vita-sotto-cieli-noncuranti-di-benedetta-cibrario/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=205&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>In un milione di piccoli pezzi</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/12/in-un-milione-di-piccoli-pezzi/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 07:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvia Balestrieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA["In un milione di piccoli pezzi"]]></category>
		<category><![CDATA["James Frey"]]></category>
		<category><![CDATA[2003]]></category>
		<category><![CDATA[sceneggiatura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-202" title="james" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/12/james.jpg" alt="james" width="200" height="303" /></p>
<p> </p>
<p>Una scrittura frenetica, rabbiosa, dura ma anche divertente. Sintassi irregolare, eppure immancabilmente chiara. Dialoghi lucidi e crudi. Punteggiatura incostante. Un racconto tormentato e irrequieto scorre nelle oltre 400 pagine che compongono<em> In un milione di piccoli pezzi</em> (2003), il primo romanzo di James Frey, sceneggiatore statunitense nato nel 1969.</p>
<p>Il romanzo è incentrato sulla storia di un ventitreenne dipendente da sostanze stupefacenti (prevalentemente crack) e dall’alcol, ricoverato nel migliore centro americano di disintossicazione. James, nome del protagonista (nonché dell’autore!), si confronterà con la furia interiore che lo porta, da ormai dieci anni, a farsi e a distruggere tutto ciò che lo circonda. Una furia che si manifesta spesso in presenza dei suoi genitori: “loro si sforzano di amarmi, io li ferisco.”</p>
<p>L’autore rivela ogni minuzioso dettaglio dell’esperienza di James: al lettore non è risparmiato nulla, nessun ricordo, nessuna debolezza,(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/12/in-un-milione-di-piccoli-pezzi/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-202" title="james" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/12/james.jpg" alt="james" width="200" height="303" /></p>
<p> </p>
<p>Una scrittura frenetica, rabbiosa, dura ma anche divertente. Sintassi irregolare, eppure immancabilmente chiara. Dialoghi lucidi e crudi. Punteggiatura incostante. Un racconto tormentato e irrequieto scorre nelle oltre 400 pagine che compongono<em> In un milione di piccoli pezzi</em> (2003), il primo romanzo di James Frey, sceneggiatore statunitense nato nel 1969.</p>
<p>Il romanzo è incentrato sulla storia di un ventitreenne dipendente da sostanze stupefacenti (prevalentemente crack) e dall’alcol, ricoverato nel migliore centro americano di disintossicazione. James, nome del protagonista (nonché dell’autore!), si confronterà con la furia interiore che lo porta, da ormai dieci anni, a farsi e a distruggere tutto ciò che lo circonda. Una furia che si manifesta spesso in presenza dei suoi genitori: “loro si sforzano di amarmi, io li ferisco.”</p>
<p>L’autore rivela ogni minuzioso dettaglio dell’esperienza di James: al lettore non è risparmiato nulla, nessun ricordo, nessuna debolezza,(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/12/in-un-milione-di-piccoli-pezzi/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=197&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Riflessioni &amp; flessioni</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/11/riflessioni-flessioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cappellaio Matto</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/paolomargari/3551552239/" title="waterstones in london | londra di Paolo Màrgari, su Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3361/3551552239_0418bbb08e.jpg" width="500" height="340" alt="waterstones in london | londra" /></a></p>
<p>Da quando la letteratura è diventata un hobby di massa, abbiamo assistito a strani fenomeni, forse chiari soltanto alla vista d’aquila di pochi veri bibliofili. Da un lato l’auspicata funzione pedagogica dell’indurre a lettura nuove generazioni sotto la seducente spinta dei vari Moccia, Ammaniti, Kinsella, Baricco non si è verificata, almeno da ciò che si vede in TV o si legge in giro. E non solo le giovani generazioni, ma un po’ tutto il pubblico leggente non pare abbia granché beneficiato dell’abbondanza di libri che vengono immessi sul mercato e pubblicizzati instancabilmente da agenzie letterarie con i controfiocchi e fiere del libro in gran copia. In genere anche l’arte libresca, come tutte le altre, trova giovamento e fermento più nelle epoche di proibizionismo che in quelle di liberismo, soprattutto quando il liberismo fa rima con consumismo. Il libro come ostentazione di uno status(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/11/riflessioni-flessioni/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/paolomargari/3551552239/" title="waterstones in london | londra di Paolo Màrgari, su Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3361/3551552239_0418bbb08e.jpg" width="500" height="340" alt="waterstones in london | londra" /></a></p>
<p>Da quando la letteratura è diventata un hobby di massa, abbiamo assistito a strani fenomeni, forse chiari soltanto alla vista d’aquila di pochi veri bibliofili. Da un lato l’auspicata funzione pedagogica dell’indurre a lettura nuove generazioni sotto la seducente spinta dei vari Moccia, Ammaniti, Kinsella, Baricco non si è verificata, almeno da ciò che si vede in TV o si legge in giro. E non solo le giovani generazioni, ma un po’ tutto il pubblico leggente non pare abbia granché beneficiato dell’abbondanza di libri che vengono immessi sul mercato e pubblicizzati instancabilmente da agenzie letterarie con i controfiocchi e fiere del libro in gran copia. In genere anche l’arte libresca, come tutte le altre, trova giovamento e fermento più nelle epoche di proibizionismo che in quelle di liberismo, soprattutto quando il liberismo fa rima con consumismo. Il libro come ostentazione di uno status(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/11/riflessioni-flessioni/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=151&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Un incubo meridionale</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/un-incubo-meridionale/</link>
		<comments>http://www.leviagravia.it/2009/10/un-incubo-meridionale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Gramer</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[meridione]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-158" title="040830tramonto" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/040830tramonto.jpg" alt="Foto di M. Migliardi" width="449" height="599" /><br />
<em>Foto di M. Migliard</em></p>
<p>A volte, in quei pomeriggi assolati quando la vita ti ha veramente stremato, è bello mandare tutto al diavolo, chiudere le imposte e lasciarsi sdrucciolare in un sonno morbido. La stanza passa in un istante dal giorno alla notte, e tutto sembra provvisorio e irreale. All’inizio il letto è freddo, e senti le lenzuola fredde sulla pelle esausta; ma è un fastidio piacevole, perché sai già che tra poco il tuo corpo le renderà tiepide e accoglienti, e ti sentirai tutt’uno avvoltolato in loro. Il letto ti conosce da sempre, ti assolve placidamente; quando torni in lui non devi spiegare niente, non c’è nulla di te che già non sappia. Allora la mente precipita, ed è dolce e spaventoso insieme, se ti fermi a pensarci. Ma in quel momento avverti solo una strana beatitudine, e una vertigine leggera come vino frizzante. E col respiro che incespica, senza quasi accorgertene, stai già varcando la Soglia.</p>
<p>Era un pomeriggio di quelli, e io ero g(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/un-incubo-meridionale/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-158" title="040830tramonto" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/040830tramonto.jpg" alt="Foto di M. Migliardi" width="449" height="599" /><br />
<em>Foto di M. Migliard</em></p>
<p>A volte, in quei pomeriggi assolati quando la vita ti ha veramente stremato, è bello mandare tutto al diavolo, chiudere le imposte e lasciarsi sdrucciolare in un sonno morbido. La stanza passa in un istante dal giorno alla notte, e tutto sembra provvisorio e irreale. All’inizio il letto è freddo, e senti le lenzuola fredde sulla pelle esausta; ma è un fastidio piacevole, perché sai già che tra poco il tuo corpo le renderà tiepide e accoglienti, e ti sentirai tutt’uno avvoltolato in loro. Il letto ti conosce da sempre, ti assolve placidamente; quando torni in lui non devi spiegare niente, non c’è nulla di te che già non sappia. Allora la mente precipita, ed è dolce e spaventoso insieme, se ti fermi a pensarci. Ma in quel momento avverti solo una strana beatitudine, e una vertigine leggera come vino frizzante. E col respiro che incespica, senza quasi accorgertene, stai già varcando la Soglia.</p>
<p>Era un pomeriggio di quelli, e io ero g(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/un-incubo-meridionale/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=155&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>LE ICONE DELLA LONTANANZA di Giuseppe De Marco</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/le-icone-della-lontananza/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 15:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara De Giorgi</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe De Marco]]></category>
		<category><![CDATA[Le icone della lontananza]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p align="justify"><img class="alignnone size-full wp-image-139" title="Icone-lontananza-GRANDE" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/Icone-lontananza-GRANDE.jpg" alt="Icone-lontananza-GRANDE" width="190" height="258" /></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Giuseppe De Marco in <em>Le icone della lontananza</em> raccoglie alcuni saggi legati da un filo conduttore: il concetto di viaggio. Più specificamente, esilio-viaggio è il tema dominante del percorso letterario, in cui l’attenzione è rivolta a singoli testi e alla loro scrittura itinerante, narrativa e poetica. Nella prima parte del libro si analizza la nobiltà con cui Dante Alighieri ha vissuto, accettato ed elaborato la propria condizione di esule che, attraverso i secoli, ha elevato il poeta ad «un livello sublime». Il motivo del viaggio è proposto nella seconda parte del volume, in cui sono presenti gli itinerari di Ungaretti nel Mezzogiorno e nelle Puglie, i percorsi effettuati in Sardegna da Vittorini e raccontati nel libro <em>Sardegna come un’infanzia</em> e quelli, sempre in territorio sardo, svolti da Carlo Levi e narrati in <em>Tutto il miele è finito</em>. Questi autori sono(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/le-icone-della-lontananza/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="alignnone size-full wp-image-139" title="Icone-lontananza-GRANDE" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/Icone-lontananza-GRANDE.jpg" alt="Icone-lontananza-GRANDE" width="190" height="258" /></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Giuseppe De Marco in <em>Le icone della lontananza</em> raccoglie alcuni saggi legati da un filo conduttore: il concetto di viaggio. Più specificamente, esilio-viaggio è il tema dominante del percorso letterario, in cui l’attenzione è rivolta a singoli testi e alla loro scrittura itinerante, narrativa e poetica. Nella prima parte del libro si analizza la nobiltà con cui Dante Alighieri ha vissuto, accettato ed elaborato la propria condizione di esule che, attraverso i secoli, ha elevato il poeta ad «un livello sublime». Il motivo del viaggio è proposto nella seconda parte del volume, in cui sono presenti gli itinerari di Ungaretti nel Mezzogiorno e nelle Puglie, i percorsi effettuati in Sardegna da Vittorini e raccontati nel libro <em>Sardegna come un’infanzia</em> e quelli, sempre in territorio sardo, svolti da Carlo Levi e narrati in <em>Tutto il miele è finito</em>. Questi autori sono(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/le-icone-della-lontananza/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=138&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>STIGMATIZZATI di Pietro Fumarola</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/stigmatizzati-di-pietro-fumarola/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 15:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo A.Petrelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[trend]]></category>
		<category><![CDATA["Pietro Fumarola" "Angelo A.Petrelli" "Stigmatizzati" "Besa" "Georges Lapassade" "Bambini di Satana" "Eugenio Imbriani"]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[recensione di "Stigmatizzati" di Pietro Fumarola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.librerianeapolis.it/images/Libri/Stigmatizzati.jpg" alt="http://www.librerianeapolis.it/images/Libri/Stigmatizzati.jpg" /></p>
<p><em><strong>Stigmatizzati</strong></em> è una raccolta di materiali di ricerca frutto di un prolungato ed approfondito lavoro negli ambienti del cattolicesimo popolare. I processi di stigmatizzazione, con tutta probabilità sono più diffusi nel Mezzogiorno d’Italia che altrove.</p>
<p>Dalle prime manifestazioni ascritte a San Francesco d&#8217;Assisi, databili secondo le agiografie attorno al 1224, l&#8217;interpretazione di queste, ritenute come la trasposizione sulla carne delle ferite inferte a Gesù Cristo sulla croce, è sempre vissuta nel contrasto tra la venerazione e l&#8217;accusa di superstizione. Tra dubbi e incertezze, la stessa Chiesa Cattolica, come nel caso della Sindone, non si è mai pronunciata in modo definitivo nel merito limitandosi ad indagare solo sui soggetti che se ne dicevano portatori. Qui appunto si colloca l’interesse degli studiosi laici, degli scienziati, degli antropologi e dei sociologi. “<em>Stigmatizzati</em>” di <strong>Pietro Fumarola</strong> è, in quest’ottica, un prolungato approfo(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/stigmatizzati-di-pietro-fumarola/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=129&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Tarantismo in Terra d&#8217;Otranto</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/il-tarantismo-in-terra-dotranto/</link>
		<comments>http://www.leviagravia.it/2009/10/il-tarantismo-in-terra-dotranto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 22:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo A.Petrelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo A.Petrelli]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Imbriani]]></category>
		<category><![CDATA[IL TARANTISMO IN TERRA D’OTRANTO]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Giuseppe De Simone.]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.salentolibri.it/components/com_virtuemart/shop_image/product/5d299c04299a0cf5a1931a3dfd676b0d.jpg" alt="" width="347" height="481" /></p>
<p>Un piccolo fenomeno locale divenuto poi di massa, nell’ultimo decennio, si è imposto all’attenzione nazionale e internazionale ottenendo un successo notevole anche al di fuori del Salento. <em>La Notte della Taranta</em> è un classico esempio di <em>revival folklorico</em> (espressione coniata dall’antropologo Tullio Seppilli) dal forte profilo identitario. Il tentativo di riproposizione e imitazione di una cultura musicale tanto impenetrabile quanto affascinante, ha collocato il <em>tarantismo</em> in un nuovo contesto attualizzandolo, modificandone il significato, allontanando lo stesso sempre più dalla sua originaria dimensione religiosa, psicopatologica e etnomusicale; proprio per questo urge una riscoperta storica dei tratti essenziali che in passato l’hanno contraddistinto. La recente pubblicazione de <strong>Il Tarantismo in terra d’Otranto</strong> per le <em>Edizioni del Grifo</em>, capitolo tratto dall’opera <em>La vita della Terra d’Otranto</em> di Luigi Giuseppe De Simone, è (...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/il-tarantismo-in-terra-dotranto/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.salentolibri.it/components/com_virtuemart/shop_image/product/5d299c04299a0cf5a1931a3dfd676b0d.jpg" alt="" width="347" height="481" /></p>
<p>Un piccolo fenomeno locale divenuto poi di massa, nell’ultimo decennio, si è imposto all’attenzione nazionale e internazionale ottenendo un successo notevole anche al di fuori del Salento. <em>La Notte della Taranta</em> è un classico esempio di <em>revival folklorico</em> (espressione coniata dall’antropologo Tullio Seppilli) dal forte profilo identitario. Il tentativo di riproposizione e imitazione di una cultura musicale tanto impenetrabile quanto affascinante, ha collocato il <em>tarantismo</em> in un nuovo contesto attualizzandolo, modificandone il significato, allontanando lo stesso sempre più dalla sua originaria dimensione religiosa, psicopatologica e etnomusicale; proprio per questo urge una riscoperta storica dei tratti essenziali che in passato l’hanno contraddistinto. La recente pubblicazione de <strong>Il Tarantismo in terra d’Otranto</strong> per le <em>Edizioni del Grifo</em>, capitolo tratto dall’opera <em>La vita della Terra d’Otranto</em> di Luigi Giuseppe De Simone, è (...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/il-tarantismo-in-terra-dotranto/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=113&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Brian Eno e il lungo presente</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/brian-eno-e-il-lungo-presente/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 17:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Margari</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[trend]]></category>
		<category><![CDATA[brian eno]]></category>
		<category><![CDATA[il lungo presente]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[presente]]></category>
		<category><![CDATA[satistifcion]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[stewart brand]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://starling.rinet.ru/music/sleeves/zap_eno.jpg" alt="Brian Eno" /></p>
<p>Metti un&#8217;<strong>intervista a Brian Eno</strong>, considerato uno dei <strong>dieci geni viventi</strong> sul pianeta. La propone il numero 7 di Satisfiction, rivista di recensioni letterarie scaricabile gratuitamente in formato PDF <a href="http://satisfiction.it/rivista.php">da qui</a>.</p>
<p>Il musicista introduce il lettore a una raccolta di <strong>saggi sul tempo</strong> intitolata &#8220;Il lungo presente&#8221;, di Stewart Brand, scrittore e designer nordamericano che parla del pensiero a lungo termine, dell’ecologia, del rapporto tra generazioni, delle tecnologie con la loro corsa incontenibile verso il futuro.</p>
<blockquote><p>«<strong>Stewart Brand è capace di scoprire nuovi fenomeni sociali molto prima che appaiano nel radar della cultura ufficiale</strong>. E non si accontenta di identificarli. Lui vuole dargli peso e consistenza: perché è capace di vederli in prospettiva e vuole realizzare il loro potenziale.<br />
Il suo peculiare tecno-ottimismo – idealista e rigoroso allo stesso tempo – suscita un enorme interesse perché lui è cresciuto tanto nell’esercit(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/brian-eno-e-il-lungo-presente/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://starling.rinet.ru/music/sleeves/zap_eno.jpg" alt="Brian Eno" /></p>
<p>Metti un&#8217;<strong>intervista a Brian Eno</strong>, considerato uno dei <strong>dieci geni viventi</strong> sul pianeta. La propone il numero 7 di Satisfiction, rivista di recensioni letterarie scaricabile gratuitamente in formato PDF <a href="http://satisfiction.it/rivista.php">da qui</a>.</p>
<p>Il musicista introduce il lettore a una raccolta di <strong>saggi sul tempo</strong> intitolata &#8220;Il lungo presente&#8221;, di Stewart Brand, scrittore e designer nordamericano che parla del pensiero a lungo termine, dell’ecologia, del rapporto tra generazioni, delle tecnologie con la loro corsa incontenibile verso il futuro.</p>
<blockquote><p>«<strong>Stewart Brand è capace di scoprire nuovi fenomeni sociali molto prima che appaiano nel radar della cultura ufficiale</strong>. E non si accontenta di identificarli. Lui vuole dargli peso e consistenza: perché è capace di vederli in prospettiva e vuole realizzare il loro potenziale.<br />
Il suo peculiare tecno-ottimismo – idealista e rigoroso allo stesso tempo – suscita un enorme interesse perché lui è cresciuto tanto nell’esercit(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/brian-eno-e-il-lungo-presente/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=111&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I versi perfetti di Sandro Penna</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/i-versi-perfetti-di-sandro-penna/</link>
		<comments>http://www.leviagravia.it/2009/10/i-versi-perfetti-di-sandro-penna/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 14:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rose Gabarra</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[sandro penna]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignnone size-full wp-image-106" title="penna" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/penna.jpg" alt="penna" width="293" height="333" /></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>I versi perfetti di Sandro Penna</strong></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">La voce di Sandro Penna si è presentata fin dall&#8217;inizio nell&#8217;assoluta purezza del timbro, nella classica semplicità del canto, trovando in ciò una forte singolarità. La brevità delle sue strofe, la cantabilità provocatoria e sempre dolcissima dei suoi versi, il riproporsi continuo del tema erotico omosessuale che ha fatto delle sue poesie il canzoniere d&#8217;amore probabilmente più intenso e originale del Novecento, si sono opposti in modo deciso ai termini correnti della poesia del suo tempo, coinvolta, ai suoi esordi, nell&#8217;esperienza ermetica. </p>
<p>Il caratterizzarsi figurativo e impressionistico della lirica penniana è indifferente ad un tratteggio psicologico dei personaggi, che compaiono invece come figure evocate nella b(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/i-versi-perfetti-di-sandro-penna/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignnone size-full wp-image-106" title="penna" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/penna.jpg" alt="penna" width="293" height="333" /></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>I versi perfetti di Sandro Penna</strong></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">La voce di Sandro Penna si è presentata fin dall&#8217;inizio nell&#8217;assoluta purezza del timbro, nella classica semplicità del canto, trovando in ciò una forte singolarità. La brevità delle sue strofe, la cantabilità provocatoria e sempre dolcissima dei suoi versi, il riproporsi continuo del tema erotico omosessuale che ha fatto delle sue poesie il canzoniere d&#8217;amore probabilmente più intenso e originale del Novecento, si sono opposti in modo deciso ai termini correnti della poesia del suo tempo, coinvolta, ai suoi esordi, nell&#8217;esperienza ermetica. </p>
<p>Il caratterizzarsi figurativo e impressionistico della lirica penniana è indifferente ad un tratteggio psicologico dei personaggi, che compaiono invece come figure evocate nella b(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/i-versi-perfetti-di-sandro-penna/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=105&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Carni d&#8217;arredamento &#8211; Parte 1</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/carni-darredamento-parte-1/</link>
		<comments>http://www.leviagravia.it/2009/10/carni-darredamento-parte-1/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rose Gabarra</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[Washington]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-94" title="archi" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/archi-292x300.jpg" alt="archi" width="292" height="300" /></p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>Carni d’arredamento – Parte 1</strong></p>
<p> </p>
<p>Eric Sykes è un celebre architetto che da almeno una decina d’anni progetta imponenti edifici. Questi vengono realizzati dalla sua èquipe con una rapidità impressionante e lui si diverte a chiamarli &#8220;origami giganti&#8221;.</p>
<p>Eric ha la possibilità, grazie alla professione che considera “demiurgica”, di avviare la costruzione di opere titaniche. Inoltre, il pensiero di decorare con vari elementi architettonici gli esterni e gli interni di palazzoni lo fa sentire tremendamente <em>creativo</em>, lo fa sentire simile ad un regista che, dopo aver distribuito i propri attori nello spazio scenico, fornisce loro accattivanti maschere.</p>
<p>Un giorno, mentre si trova a trascorrere parte del suo tempo libero in giro per Washington, che si snoda tra delirii di luci serpeggianti e blocchi asciutti e geometrici, ad Eric accade qualcosa di originale. Mentre osserva dal marciapiede la conformazione(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/carni-darredamento-parte-1/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-94" title="archi" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/archi-292x300.jpg" alt="archi" width="292" height="300" /></p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>Carni d’arredamento – Parte 1</strong></p>
<p> </p>
<p>Eric Sykes è un celebre architetto che da almeno una decina d’anni progetta imponenti edifici. Questi vengono realizzati dalla sua èquipe con una rapidità impressionante e lui si diverte a chiamarli &#8220;origami giganti&#8221;.</p>
<p>Eric ha la possibilità, grazie alla professione che considera “demiurgica”, di avviare la costruzione di opere titaniche. Inoltre, il pensiero di decorare con vari elementi architettonici gli esterni e gli interni di palazzoni lo fa sentire tremendamente <em>creativo</em>, lo fa sentire simile ad un regista che, dopo aver distribuito i propri attori nello spazio scenico, fornisce loro accattivanti maschere.</p>
<p>Un giorno, mentre si trova a trascorrere parte del suo tempo libero in giro per Washington, che si snoda tra delirii di luci serpeggianti e blocchi asciutti e geometrici, ad Eric accade qualcosa di originale. Mentre osserva dal marciapiede la conformazione(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/carni-darredamento-parte-1/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=93&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Falsi miti</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/falsi-miti/</link>
		<comments>http://www.leviagravia.it/2009/10/falsi-miti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 15:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex Neverseen</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[falsi miti]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-62" title="bugie" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/miti.jpg" alt="bugie" width="497" height="454" /></p>
<p>Un contributo di Alex Neverseen per riflettere sulle caratteristiche discriminanti dell&#8217;essere.</p>
<blockquote><p>Personalità entropica, per nulla resiliente al contrario della massa. E&#8217; questo il punto che distingue l&#8217;originale dal banale. Non si dev&#8217;essere geni per essere originali. L&#8217;entropia tira fuori tutto quel che non è stato sopito in precedenza, con forti energie.</p>
<p>Oggi è facile sputare fuori un&#8217;energia che nel tempo è cresciuta, e non vi sono più ragioni per mollare, al soglio della morte.</p>
<p>Quel che suona e risuona in testa è la ricerca costante dell&#8217;indefinito, impossibile obiettivo che racchiude la verità sull&#8217;esistenza.</p>
<p>Le ragioni sono chiaramente offuscate dall&#8217;irrisolutezza dei punti di partenza e di arrivo. L&#8217;illogico non può pretendere razionalità, e su questo si cala un triste sipario per tutti coloro i quali hanno creduto nel palese inganno del proprio limitato edonismo.</p>
<p>Futilità di una vita, rima(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/falsi-miti/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-62" title="bugie" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/miti.jpg" alt="bugie" width="497" height="454" /></p>
<p>Un contributo di Alex Neverseen per riflettere sulle caratteristiche discriminanti dell&#8217;essere.</p>
<blockquote><p>Personalità entropica, per nulla resiliente al contrario della massa. E&#8217; questo il punto che distingue l&#8217;originale dal banale. Non si dev&#8217;essere geni per essere originali. L&#8217;entropia tira fuori tutto quel che non è stato sopito in precedenza, con forti energie.</p>
<p>Oggi è facile sputare fuori un&#8217;energia che nel tempo è cresciuta, e non vi sono più ragioni per mollare, al soglio della morte.</p>
<p>Quel che suona e risuona in testa è la ricerca costante dell&#8217;indefinito, impossibile obiettivo che racchiude la verità sull&#8217;esistenza.</p>
<p>Le ragioni sono chiaramente offuscate dall&#8217;irrisolutezza dei punti di partenza e di arrivo. L&#8217;illogico non può pretendere razionalità, e su questo si cala un triste sipario per tutti coloro i quali hanno creduto nel palese inganno del proprio limitato edonismo.</p>
<p>Futilità di una vita, rima(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/falsi-miti/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=61&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Spazi</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/spazi/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex Neverseen</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>
		<category><![CDATA[spazi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-55" title="spazi" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/luogo.jpg" alt="spazi" width="357" height="400" /></p>
<p>Breve racconto di Alex Neverseen sui luoghi della resistenza e la resistenza dei luoghi.</p>
<blockquote><p>Immaginare la città ferma per un tempo indefinito, immaginarla morta per poi vederla rinascere era un’operazione difficile. Era difficile resistere all’onda sociale modellata secondo urgenze vane che avevano progressivamente indebolito le potenzialità della contemporaneità.</p>
<p>Le regole scandivano il tempo e, come per lo spazio, soffrivano dell’azione prodotta dagli animi più inquieti. Quelle regole erano insostenibili, ma la loro condivisione forzata le rendeva imprescindibili dal contesto che reggevano.</p>
<p>Come sfuggire a quell’onda che involontariamente si era resa così malvagia? Forse spegnendo il tempo, aveva realizzato dopo un inatteso sogno avvistato in un periodo di cambiamenti.</p>
<p>I cambiamenti sono frutto di combinazioni imprevedibili che occorrono sorprendentemente travolgendo un’esistenza apparentemente logica.</p>
<p>Certi sogni affamano di irrazionalità e al matt(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/spazi/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-55" title="spazi" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/luogo.jpg" alt="spazi" width="357" height="400" /></p>
<p>Breve racconto di Alex Neverseen sui luoghi della resistenza e la resistenza dei luoghi.</p>
<blockquote><p>Immaginare la città ferma per un tempo indefinito, immaginarla morta per poi vederla rinascere era un’operazione difficile. Era difficile resistere all’onda sociale modellata secondo urgenze vane che avevano progressivamente indebolito le potenzialità della contemporaneità.</p>
<p>Le regole scandivano il tempo e, come per lo spazio, soffrivano dell’azione prodotta dagli animi più inquieti. Quelle regole erano insostenibili, ma la loro condivisione forzata le rendeva imprescindibili dal contesto che reggevano.</p>
<p>Come sfuggire a quell’onda che involontariamente si era resa così malvagia? Forse spegnendo il tempo, aveva realizzato dopo un inatteso sogno avvistato in un periodo di cambiamenti.</p>
<p>I cambiamenti sono frutto di combinazioni imprevedibili che occorrono sorprendentemente travolgendo un’esistenza apparentemente logica.</p>
<p>Certi sogni affamano di irrazionalità e al matt(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/spazi/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=56&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>La necessità</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex Neverseen</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[necessità]]></category>
		<category><![CDATA[stile]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-52" title="confusione" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/8.JPG" alt="confusione" width="411" height="296" /></p>
<p>Considerazioni sul quotidiano di Alex Neverseen.</p>
<blockquote><p>La necessità è un obbligo morale, talvolta giuridico, spesso splendente per chi la esercita, nonostante sporadiche difficoltà di espletazione.<br />
Oggi giorno la necessità si manifesta secondo determinati input, civili o incivili, e obbliga dunque, chi non l&#8217;ottiene, a spropositate azioni di lotta per essere nel gruppo degli uomini-con-la-necessità, tutt&#8217;altro che necessari.<br />
Ritornando sui passi compiuti sin d&#8217;ora, la necessità implica retaggi di coscienza alterata, non simulati, espressione del luogo e dell&#8217;impasto coerente che oblitera l&#8217;ansia di chi, colpito nel mentre di un furtivo sospetto, rimane a guardare inetto e spreca così le onde tenui del proprio impasto celebrale.<br />
Illogicità eccellente, logica incoerente, frustrazione d&#8217;anima dei soliti malcapitati. Il tenore dell&#8217;essere spergiuro non dimostra placidi timori ma esegue, con cadenzato candore, movimenti di stile (...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/la-necessita/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-52" title="confusione" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/8.JPG" alt="confusione" width="411" height="296" /></p>
<p>Considerazioni sul quotidiano di Alex Neverseen.</p>
<blockquote><p>La necessità è un obbligo morale, talvolta giuridico, spesso splendente per chi la esercita, nonostante sporadiche difficoltà di espletazione.<br />
Oggi giorno la necessità si manifesta secondo determinati input, civili o incivili, e obbliga dunque, chi non l&#8217;ottiene, a spropositate azioni di lotta per essere nel gruppo degli uomini-con-la-necessità, tutt&#8217;altro che necessari.<br />
Ritornando sui passi compiuti sin d&#8217;ora, la necessità implica retaggi di coscienza alterata, non simulati, espressione del luogo e dell&#8217;impasto coerente che oblitera l&#8217;ansia di chi, colpito nel mentre di un furtivo sospetto, rimane a guardare inetto e spreca così le onde tenui del proprio impasto celebrale.<br />
Illogicità eccellente, logica incoerente, frustrazione d&#8217;anima dei soliti malcapitati. Il tenore dell&#8217;essere spergiuro non dimostra placidi timori ma esegue, con cadenzato candore, movimenti di stile (...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/la-necessita/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=49&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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