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	<title>Levia Gravia &#187; inediti</title>
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	<description>Rivista online di culture contemporanee</description>
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		<title>Falsi miti</title>
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		<comments>http://www.leviagravia.it/2009/10/falsi-miti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 15:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex Neverseen</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[falsi miti]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-62" title="bugie" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/miti.jpg" alt="bugie" width="497" height="454" /></p>
<p>Un contributo di Alex Neverseen per riflettere sulle caratteristiche discriminanti dell&#8217;essere.</p>
<blockquote><p>Personalità entropica, per nulla resiliente al contrario della massa. E&#8217; questo il punto che distingue l&#8217;originale dal banale. Non si dev&#8217;essere geni per essere originali. L&#8217;entropia tira fuori tutto quel che non è stato sopito in precedenza, con forti energie.</p>
<p>Oggi è facile sputare fuori un&#8217;energia che nel tempo è cresciuta, e non vi sono più ragioni per mollare, al soglio della morte.</p>
<p>Quel che suona e risuona in testa è la ricerca costante dell&#8217;indefinito, impossibile obiettivo che racchiude la verità sull&#8217;esistenza.</p>
<p>Le ragioni sono chiaramente offuscate dall&#8217;irrisolutezza dei punti di partenza e di arrivo. L&#8217;illogico non può pretendere razionalità, e su questo si cala un triste sipario per tutti coloro i quali hanno creduto nel palese inganno del proprio limitato edonismo.</p>
<p>Futilità di una vita, rima(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/falsi-miti/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-62" title="bugie" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/miti.jpg" alt="bugie" width="497" height="454" /></p>
<p>Un contributo di Alex Neverseen per riflettere sulle caratteristiche discriminanti dell&#8217;essere.</p>
<blockquote><p>Personalità entropica, per nulla resiliente al contrario della massa. E&#8217; questo il punto che distingue l&#8217;originale dal banale. Non si dev&#8217;essere geni per essere originali. L&#8217;entropia tira fuori tutto quel che non è stato sopito in precedenza, con forti energie.</p>
<p>Oggi è facile sputare fuori un&#8217;energia che nel tempo è cresciuta, e non vi sono più ragioni per mollare, al soglio della morte.</p>
<p>Quel che suona e risuona in testa è la ricerca costante dell&#8217;indefinito, impossibile obiettivo che racchiude la verità sull&#8217;esistenza.</p>
<p>Le ragioni sono chiaramente offuscate dall&#8217;irrisolutezza dei punti di partenza e di arrivo. L&#8217;illogico non può pretendere razionalità, e su questo si cala un triste sipario per tutti coloro i quali hanno creduto nel palese inganno del proprio limitato edonismo.</p>
<p>Futilità di una vita, rima(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/falsi-miti/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=61&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Spazi</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/spazi/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex Neverseen</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>
		<category><![CDATA[spazi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-55" title="spazi" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/luogo.jpg" alt="spazi" width="357" height="400" /></p>
<p>Breve racconto di Alex Neverseen sui luoghi della resistenza e la resistenza dei luoghi.</p>
<blockquote><p>Immaginare la città ferma per un tempo indefinito, immaginarla morta per poi vederla rinascere era un’operazione difficile. Era difficile resistere all’onda sociale modellata secondo urgenze vane che avevano progressivamente indebolito le potenzialità della contemporaneità.</p>
<p>Le regole scandivano il tempo e, come per lo spazio, soffrivano dell’azione prodotta dagli animi più inquieti. Quelle regole erano insostenibili, ma la loro condivisione forzata le rendeva imprescindibili dal contesto che reggevano.</p>
<p>Come sfuggire a quell’onda che involontariamente si era resa così malvagia? Forse spegnendo il tempo, aveva realizzato dopo un inatteso sogno avvistato in un periodo di cambiamenti.</p>
<p>I cambiamenti sono frutto di combinazioni imprevedibili che occorrono sorprendentemente travolgendo un’esistenza apparentemente logica.</p>
<p>Certi sogni affamano di irrazionalità e al matt(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/spazi/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-55" title="spazi" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/luogo.jpg" alt="spazi" width="357" height="400" /></p>
<p>Breve racconto di Alex Neverseen sui luoghi della resistenza e la resistenza dei luoghi.</p>
<blockquote><p>Immaginare la città ferma per un tempo indefinito, immaginarla morta per poi vederla rinascere era un’operazione difficile. Era difficile resistere all’onda sociale modellata secondo urgenze vane che avevano progressivamente indebolito le potenzialità della contemporaneità.</p>
<p>Le regole scandivano il tempo e, come per lo spazio, soffrivano dell’azione prodotta dagli animi più inquieti. Quelle regole erano insostenibili, ma la loro condivisione forzata le rendeva imprescindibili dal contesto che reggevano.</p>
<p>Come sfuggire a quell’onda che involontariamente si era resa così malvagia? Forse spegnendo il tempo, aveva realizzato dopo un inatteso sogno avvistato in un periodo di cambiamenti.</p>
<p>I cambiamenti sono frutto di combinazioni imprevedibili che occorrono sorprendentemente travolgendo un’esistenza apparentemente logica.</p>
<p>Certi sogni affamano di irrazionalità e al matt(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/spazi/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=56&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Retrospettive</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 10:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex Neverseen</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>
		<category><![CDATA[retrospettive]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-65" title="vuoto" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/nudo.jpg" alt="vuoto" width="424" height="600" /></p>
<p>Una prosa inedita di Alex Neverseen</p>
<blockquote><p>penetrazione interrotta da un inidoneo flusso di coscienza.</p>
<p>dimostrazione lampante di un retaggio anacronistico.</p>
<p>e invece poteva essere soffice, tornando all&#8217;assoluto di un feroce abbandono necessario forse, limite della ragione, imperterrito nel perseverare.</p>
<p>giocava con il movimento e sentiva l&#8217;asprezza del cambiamento.</p>
<p>saltava su pensieri normali, per chiudersi all&#8217;inconscio, spesso brillante, altre volte latente.</p>
<p>il dovuto si confondeva quindi col potuto o quanto meno tentato.</p>
<p>la cultura che circondava l&#8217;accadimento era spesso più influente del cuore.</p>
<p>il respiro si faceva alterato, per abitudine o rinuncia.</p>
<p>le luci erano variabili, a seconda del caso, in quel caso.</p>
<p>il tempo era importante finché lo si considerava.</p>
<p>sentire il traguardo vicino e fermarsi ad allenare la propria abilità di resistenza era un frequente accadimento.</p>
<p>illudersi di compire un ob(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/retrospettive/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-65" title="vuoto" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/nudo.jpg" alt="vuoto" width="424" height="600" /></p>
<p>Una prosa inedita di Alex Neverseen</p>
<blockquote><p>penetrazione interrotta da un inidoneo flusso di coscienza.</p>
<p>dimostrazione lampante di un retaggio anacronistico.</p>
<p>e invece poteva essere soffice, tornando all&#8217;assoluto di un feroce abbandono necessario forse, limite della ragione, imperterrito nel perseverare.</p>
<p>giocava con il movimento e sentiva l&#8217;asprezza del cambiamento.</p>
<p>saltava su pensieri normali, per chiudersi all&#8217;inconscio, spesso brillante, altre volte latente.</p>
<p>il dovuto si confondeva quindi col potuto o quanto meno tentato.</p>
<p>la cultura che circondava l&#8217;accadimento era spesso più influente del cuore.</p>
<p>il respiro si faceva alterato, per abitudine o rinuncia.</p>
<p>le luci erano variabili, a seconda del caso, in quel caso.</p>
<p>il tempo era importante finché lo si considerava.</p>
<p>sentire il traguardo vicino e fermarsi ad allenare la propria abilità di resistenza era un frequente accadimento.</p>
<p>illudersi di compire un ob(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/retrospettive/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=76&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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