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	<title>Levia Gravia &#187; libri</title>
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	<description>Rivista online di culture contemporanee</description>
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		<title>Letteratura e storia. La trilogia della macchina di Miljenko Jergović</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 13:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Stanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[antonio stanca]]></category>
		<category><![CDATA[La trilogia della macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e storia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Miljenko Jergović]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2002 al 2007 il giovane scrittore bosniaco Miljenko Jergović è stato impegnato nella “trilogia della macchina”, tre romanzi che narrano del rapporto tra l’uomo e la sua automobile. Il primo s’intitola “Buick Riviera”, il secondo “Volga, Volga”, il terzo “Freelander”. Questo, uscito nella versione originale nel 2007, è ora comparso in Italia per conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reset-italia.net/wp-content/uploads/2010/06/foto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-42711" title="Trilogia della macchina" src="http://www.reset-italia.net/wp-content/uploads/2010/06/foto-175x300.jpg" alt="Miljenko Jergović - trilogia della macchina" width="175" height="300" /></a>Dal 2002 al 2007<strong> il giovane scrittore bosniaco Miljenko Jergović </strong>è stato impegnato nella “trilogia della macchina”, tre romanzi che narrano del rapporto tra l’uomo e la sua automobile. Il primo s’intitola “Buick Riviera”, il secondo “Volga, Volga”, il terzo “Freelander”. Questo, uscito nella versione originale nel 2007, <strong>è ora comparso in Italia</strong> per conto della casa editrice Zandonai.<br />
<span id="more-215"></span></p>
<p>Jergović ha quarantaquattro anni, è nato a Sarajevo nel 1966, qui è vissuto fino al 1992, si è laureato in Filosofia e Sociologia, dal 1993 vive e lavora a Zagabria. Ha esordito come poeta nel 1988, come scrittore nel 1994 col famoso “<strong>Le Marlboro di Sarajevo</strong>”, una raccolta di racconti che gli ha procurato molti riconoscimenti e lo ha reso famoso oltre i confini della sua terra. Ha continuato come giornalista, redattore, drammaturgo, traduttore, conduttore televisivo e soprattutto come scrittore. Le sue narrazioni sono state spesso premiate e tradotte in molte lingue: è considerato il maggiore dei nuovi scrittori della Ex Jugoslavia. Suo genere preferito è il racconto breve, il suo stile è vario, dal periodo molto ampio a quello brevissimo, dai toni alti a quelli bassi. Anche nel contenuto si alternano temi ricercati ad altri comuni, quotidiani. Vero, autentico vuole riuscire in tal modo questo scrittore, della vita egli vuol dire, di come è fatta, di quanto comprende, di ciò che avviene, di chi la vive. Ad essa vuol far aderire la sua scrittura,  alla vita della vecchia Jugoslavia, ai suoi gravi avvenimenti, alle guerre esterne ed interne, alle distruzioni, crudeltà di ogni genere  successe quando inconcepibile era ormai divenuta tanta violenza nei rapporti umani e sociali.</p>
<p>Della sua vecchia terra scrive Jergović nelle numerose opere perché di essa intende recuperare lingua, religione, costumi, quanto, cioè, la distingueva e ne faceva una nazione. Un’aspirazione difficile la sua se si tiene conto che molte sono le etnie che in Jugoslavia si sono succedute, incontrate, scontrate, che controverso è stato il loro rapporto, impossibile una loro combinazione, che tante sono state e sono rimaste le lingue, le religioni e le usanze. Questo non ha fatto desistere Jergović ma lo ha convinto che tanta varietà e vastità non è un problema bensì un segno distintivo che andava cercato in ogni luogo della passata Jugoslavia. Così ha proceduto nelle sue narrazioni e così ha concepito l’idea del viaggio che fa compiere al protagonista di “Freelander”. Un viaggio, infatti, permette di venire a contatto con tanti luoghi, tante persone, di vivere tante situazioni. Il viaggiatore è il professore Karlo Adum che, con la vecchia e inseparabile Volvo, dopo circa cinquant’anni va da Zagabria, dove è vissuto, a Sarajevo, dove è nato. Ora è solo, è vedovo, è pensionato ed una circostanza particolare lo convince ad andare a Sarajevo e percorrere tanti chilometri. Porta con sé una pistola per difendersi da eventuali pericoli e passa attraverso città, villaggi, campagne dove visibili sono i segni di una recente guerra. Sono immagini, paesaggi di rovina, di miseria, di pena, di dolore, di morte quelli che gli si offrono, sono pericolosi gli incontri che fa per strada o nei locali dove si ferma per mangiare o dormire e sono soprattutto ricordi quelli che affiorano ad ogni passo. Anche questo è un libro di memorie e stavolta le memorie sono proprie dell’autore essendo il viaggio compiuto dal professore, da Zagabria a Sarajevo, quello che Jergović compie nel ricordo della sua vita passata. I luoghi attraversati da Karlo Adum con la sua Volvo sono stati dello scrittore ed essi egli vuole mostrare nelle condizioni degli anni precedenti, vuole rappresentare i danni che avevano subito da una delle tante guerre della Jugoslavia, le gravi conseguenze che ancora duravano. Vuole esprimere il suo sdegno per tanto male, denunciare i responsabili, entrare nella storia, giudicarla. Dalle piccole cose di ogni giorno Jergović muove, in questa e nelle altre opere, verso temi, tempi, spazi più ampi, dal caso procede verso la storia e di storia sono i suoi romanzi e racconti, di una storia che è stata crudele. Di essa egli fa letteratura, scrive, cioè, in modo da tradurre il documento in un racconto che ne estenda il significato, lo faccia giungere a tutti. E’ il compito che Jergović ritiene debba essere di ogni autore, quello di saper stare tra i propri ed i richiami della realtà, di non evadere dalla vita, dalla storia ma d’impegnarsi per diventare anche la voce degli altri.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Antonio Stanca</em></p>
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		<title>Tutto è vita. &#8220;Sotto cieli noncuranti&#8221; di Benedetta Cibrario</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 18:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Stanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-204" title="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2010/05/foto.jpg" alt="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario" width="400" height="650" /></p>
<p>Come il primo romanzo “Rossovermiglio”, col quale vinse nel 2008 il Premio Campiello, anche il secondo, “Sotto cieli noncuranti”, è stato pubblicato da Feltrinelli nella serie “I Narratori”. Il primo è comparso nel 2007, il secondo nel 2010, li ha scritti Benedetta Cibrario che, nata a Firenze, vive ora a Milano dove svolge il suo lavoro. Da bambina la Cibrario è vissuta a Torino e di questa città si dice nei due romanzi. Nel secondo costituisce l’ambiente principale e fa pensare che la scrittrice sia rimasta legata ai luoghi della sua infanzia. Inoltre come in “Rossovermiglio” anche in “Sotto cieli noncuranti” ritorna l’interesse della Cibrario per quanto di vario, d’imprevisto, di assurdo può avvenire nella vita, per quanto di diverso, di contrario, rispetto alle intenzioni, alle volontà può verificarsi, per come tutto succeda lontano non solo da ogni previsione ma anche da ogni protezione, per come anche i cie(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2010/05/tutto-e-vita-sotto-cieli-noncuranti-di-benedetta-cibrario/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-204" title="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2010/05/foto.jpg" alt="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario" width="400" height="650" /></p>
<p>Come il primo romanzo “Rossovermiglio”, col quale vinse nel 2008 il Premio Campiello, anche il secondo, “Sotto cieli noncuranti”, è stato pubblicato da Feltrinelli nella serie “I Narratori”. Il primo è comparso nel 2007, il secondo nel 2010, li ha scritti Benedetta Cibrario che, nata a Firenze, vive ora a Milano dove svolge il suo lavoro. Da bambina la Cibrario è vissuta a Torino e di questa città si dice nei due romanzi. Nel secondo costituisce l’ambiente principale e fa pensare che la scrittrice sia rimasta legata ai luoghi della sua infanzia. Inoltre come in “Rossovermiglio” anche in “Sotto cieli noncuranti” ritorna l’interesse della Cibrario per quanto di vario, d’imprevisto, di assurdo può avvenire nella vita, per quanto di diverso, di contrario, rispetto alle intenzioni, alle volontà può verificarsi, per come tutto succeda lontano non solo da ogni previsione ma anche da ogni protezione, per come anche i cie(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2010/05/tutto-e-vita-sotto-cieli-noncuranti-di-benedetta-cibrario/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=205&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Riflessioni &amp; flessioni</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/11/riflessioni-flessioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cappellaio Matto</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/paolomargari/3551552239/" title="waterstones in london | londra di Paolo Màrgari, su Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3361/3551552239_0418bbb08e.jpg" width="500" height="340" alt="waterstones in london | londra" /></a></p>
<p>Da quando la letteratura è diventata un hobby di massa, abbiamo assistito a strani fenomeni, forse chiari soltanto alla vista d’aquila di pochi veri bibliofili. Da un lato l’auspicata funzione pedagogica dell’indurre a lettura nuove generazioni sotto la seducente spinta dei vari Moccia, Ammaniti, Kinsella, Baricco non si è verificata, almeno da ciò che si vede in TV o si legge in giro. E non solo le giovani generazioni, ma un po’ tutto il pubblico leggente non pare abbia granché beneficiato dell’abbondanza di libri che vengono immessi sul mercato e pubblicizzati instancabilmente da agenzie letterarie con i controfiocchi e fiere del libro in gran copia. In genere anche l’arte libresca, come tutte le altre, trova giovamento e fermento più nelle epoche di proibizionismo che in quelle di liberismo, soprattutto quando il liberismo fa rima con consumismo. Il libro come ostentazione di uno status(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/11/riflessioni-flessioni/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/paolomargari/3551552239/" title="waterstones in london | londra di Paolo Màrgari, su Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3361/3551552239_0418bbb08e.jpg" width="500" height="340" alt="waterstones in london | londra" /></a></p>
<p>Da quando la letteratura è diventata un hobby di massa, abbiamo assistito a strani fenomeni, forse chiari soltanto alla vista d’aquila di pochi veri bibliofili. Da un lato l’auspicata funzione pedagogica dell’indurre a lettura nuove generazioni sotto la seducente spinta dei vari Moccia, Ammaniti, Kinsella, Baricco non si è verificata, almeno da ciò che si vede in TV o si legge in giro. E non solo le giovani generazioni, ma un po’ tutto il pubblico leggente non pare abbia granché beneficiato dell’abbondanza di libri che vengono immessi sul mercato e pubblicizzati instancabilmente da agenzie letterarie con i controfiocchi e fiere del libro in gran copia. In genere anche l’arte libresca, come tutte le altre, trova giovamento e fermento più nelle epoche di proibizionismo che in quelle di liberismo, soprattutto quando il liberismo fa rima con consumismo. Il libro come ostentazione di uno status(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/11/riflessioni-flessioni/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=151&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Brian Eno e il lungo presente</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/brian-eno-e-il-lungo-presente/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 17:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Margari</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[trend]]></category>
		<category><![CDATA[brian eno]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://starling.rinet.ru/music/sleeves/zap_eno.jpg" alt="Brian Eno" /></p>
<p>Metti un&#8217;<strong>intervista a Brian Eno</strong>, considerato uno dei <strong>dieci geni viventi</strong> sul pianeta. La propone il numero 7 di Satisfiction, rivista di recensioni letterarie scaricabile gratuitamente in formato PDF <a href="http://satisfiction.it/rivista.php">da qui</a>.</p>
<p>Il musicista introduce il lettore a una raccolta di <strong>saggi sul tempo</strong> intitolata &#8220;Il lungo presente&#8221;, di Stewart Brand, scrittore e designer nordamericano che parla del pensiero a lungo termine, dell’ecologia, del rapporto tra generazioni, delle tecnologie con la loro corsa incontenibile verso il futuro.</p>
<blockquote><p>«<strong>Stewart Brand è capace di scoprire nuovi fenomeni sociali molto prima che appaiano nel radar della cultura ufficiale</strong>. E non si accontenta di identificarli. Lui vuole dargli peso e consistenza: perché è capace di vederli in prospettiva e vuole realizzare il loro potenziale.<br />
Il suo peculiare tecno-ottimismo – idealista e rigoroso allo stesso tempo – suscita un enorme interesse perché lui è cresciuto tanto nell’esercit(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/brian-eno-e-il-lungo-presente/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://starling.rinet.ru/music/sleeves/zap_eno.jpg" alt="Brian Eno" /></p>
<p>Metti un&#8217;<strong>intervista a Brian Eno</strong>, considerato uno dei <strong>dieci geni viventi</strong> sul pianeta. La propone il numero 7 di Satisfiction, rivista di recensioni letterarie scaricabile gratuitamente in formato PDF <a href="http://satisfiction.it/rivista.php">da qui</a>.</p>
<p>Il musicista introduce il lettore a una raccolta di <strong>saggi sul tempo</strong> intitolata &#8220;Il lungo presente&#8221;, di Stewart Brand, scrittore e designer nordamericano che parla del pensiero a lungo termine, dell’ecologia, del rapporto tra generazioni, delle tecnologie con la loro corsa incontenibile verso il futuro.</p>
<blockquote><p>«<strong>Stewart Brand è capace di scoprire nuovi fenomeni sociali molto prima che appaiano nel radar della cultura ufficiale</strong>. E non si accontenta di identificarli. Lui vuole dargli peso e consistenza: perché è capace di vederli in prospettiva e vuole realizzare il loro potenziale.<br />
Il suo peculiare tecno-ottimismo – idealista e rigoroso allo stesso tempo – suscita un enorme interesse perché lui è cresciuto tanto nell’esercit(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/brian-eno-e-il-lungo-presente/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=111&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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