<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Levia Gravia &#187; prosa</title>
	<atom:link href="http://www.leviagravia.it/tag/prosa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.leviagravia.it</link>
	<description>Rivista online di culture contemporanee</description>
	<lastBuildDate>Sat, 10 Jul 2010 18:42:14 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Un incubo meridionale</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/un-incubo-meridionale/</link>
		<comments>http://www.leviagravia.it/2009/10/un-incubo-meridionale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Gramer</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[meridione]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leviagravia.it/?p=155</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-158" title="040830tramonto" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/040830tramonto.jpg" alt="Foto di M. Migliardi" width="449" height="599" /><br />
<em>Foto di M. Migliard</em></p>
<p>A volte, in quei pomeriggi assolati quando la vita ti ha veramente stremato, è bello mandare tutto al diavolo, chiudere le imposte e lasciarsi sdrucciolare in un sonno morbido. La stanza passa in un istante dal giorno alla notte, e tutto sembra provvisorio e irreale. All’inizio il letto è freddo, e senti le lenzuola fredde sulla pelle esausta; ma è un fastidio piacevole, perché sai già che tra poco il tuo corpo le renderà tiepide e accoglienti, e ti sentirai tutt’uno avvoltolato in loro. Il letto ti conosce da sempre, ti assolve placidamente; quando torni in lui non devi spiegare niente, non c’è nulla di te che già non sappia. Allora la mente precipita, ed è dolce e spaventoso insieme, se ti fermi a pensarci. Ma in quel momento avverti solo una strana beatitudine, e una vertigine leggera come vino frizzante. E col respiro che incespica, senza quasi accorgertene, stai già varcando la Soglia.</p>
<p>Era un pomeriggio di quelli, e io ero g(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/un-incubo-meridionale/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-158" title="040830tramonto" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/040830tramonto.jpg" alt="Foto di M. Migliardi" width="449" height="599" /><br />
<em>Foto di M. Migliard</em></p>
<p>A volte, in quei pomeriggi assolati quando la vita ti ha veramente stremato, è bello mandare tutto al diavolo, chiudere le imposte e lasciarsi sdrucciolare in un sonno morbido. La stanza passa in un istante dal giorno alla notte, e tutto sembra provvisorio e irreale. All’inizio il letto è freddo, e senti le lenzuola fredde sulla pelle esausta; ma è un fastidio piacevole, perché sai già che tra poco il tuo corpo le renderà tiepide e accoglienti, e ti sentirai tutt’uno avvoltolato in loro. Il letto ti conosce da sempre, ti assolve placidamente; quando torni in lui non devi spiegare niente, non c’è nulla di te che già non sappia. Allora la mente precipita, ed è dolce e spaventoso insieme, se ti fermi a pensarci. Ma in quel momento avverti solo una strana beatitudine, e una vertigine leggera come vino frizzante. E col respiro che incespica, senza quasi accorgertene, stai già varcando la Soglia.</p>
<p>Era un pomeriggio di quelli, e io ero g(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/un-incubo-meridionale/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=155&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leviagravia.it/2009/10/un-incubo-meridionale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Carni d&#8217;arredamento &#8211; Parte 1</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/carni-darredamento-parte-1/</link>
		<comments>http://www.leviagravia.it/2009/10/carni-darredamento-parte-1/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rose Gabarra</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[Washington]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leviagravia.it/?p=93</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-94" title="archi" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/archi-292x300.jpg" alt="archi" width="292" height="300" /></p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>Carni d’arredamento – Parte 1</strong></p>
<p> </p>
<p>Eric Sykes è un celebre architetto che da almeno una decina d’anni progetta imponenti edifici. Questi vengono realizzati dalla sua èquipe con una rapidità impressionante e lui si diverte a chiamarli &#8220;origami giganti&#8221;.</p>
<p>Eric ha la possibilità, grazie alla professione che considera “demiurgica”, di avviare la costruzione di opere titaniche. Inoltre, il pensiero di decorare con vari elementi architettonici gli esterni e gli interni di palazzoni lo fa sentire tremendamente <em>creativo</em>, lo fa sentire simile ad un regista che, dopo aver distribuito i propri attori nello spazio scenico, fornisce loro accattivanti maschere.</p>
<p>Un giorno, mentre si trova a trascorrere parte del suo tempo libero in giro per Washington, che si snoda tra delirii di luci serpeggianti e blocchi asciutti e geometrici, ad Eric accade qualcosa di originale. Mentre osserva dal marciapiede la conformazione(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/carni-darredamento-parte-1/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-94" title="archi" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/archi-292x300.jpg" alt="archi" width="292" height="300" /></p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>Carni d’arredamento – Parte 1</strong></p>
<p> </p>
<p>Eric Sykes è un celebre architetto che da almeno una decina d’anni progetta imponenti edifici. Questi vengono realizzati dalla sua èquipe con una rapidità impressionante e lui si diverte a chiamarli &#8220;origami giganti&#8221;.</p>
<p>Eric ha la possibilità, grazie alla professione che considera “demiurgica”, di avviare la costruzione di opere titaniche. Inoltre, il pensiero di decorare con vari elementi architettonici gli esterni e gli interni di palazzoni lo fa sentire tremendamente <em>creativo</em>, lo fa sentire simile ad un regista che, dopo aver distribuito i propri attori nello spazio scenico, fornisce loro accattivanti maschere.</p>
<p>Un giorno, mentre si trova a trascorrere parte del suo tempo libero in giro per Washington, che si snoda tra delirii di luci serpeggianti e blocchi asciutti e geometrici, ad Eric accade qualcosa di originale. Mentre osserva dal marciapiede la conformazione(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/carni-darredamento-parte-1/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=93&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leviagravia.it/2009/10/carni-darredamento-parte-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Falsi miti</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/falsi-miti/</link>
		<comments>http://www.leviagravia.it/2009/10/falsi-miti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 15:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex Neverseen</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[falsi miti]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leviagravia.it/?p=61</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-62" title="bugie" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/miti.jpg" alt="bugie" width="497" height="454" /></p>
<p>Un contributo di Alex Neverseen per riflettere sulle caratteristiche discriminanti dell&#8217;essere.</p>
<blockquote><p>Personalità entropica, per nulla resiliente al contrario della massa. E&#8217; questo il punto che distingue l&#8217;originale dal banale. Non si dev&#8217;essere geni per essere originali. L&#8217;entropia tira fuori tutto quel che non è stato sopito in precedenza, con forti energie.</p>
<p>Oggi è facile sputare fuori un&#8217;energia che nel tempo è cresciuta, e non vi sono più ragioni per mollare, al soglio della morte.</p>
<p>Quel che suona e risuona in testa è la ricerca costante dell&#8217;indefinito, impossibile obiettivo che racchiude la verità sull&#8217;esistenza.</p>
<p>Le ragioni sono chiaramente offuscate dall&#8217;irrisolutezza dei punti di partenza e di arrivo. L&#8217;illogico non può pretendere razionalità, e su questo si cala un triste sipario per tutti coloro i quali hanno creduto nel palese inganno del proprio limitato edonismo.</p>
<p>Futilità di una vita, rima(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/falsi-miti/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-62" title="bugie" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/miti.jpg" alt="bugie" width="497" height="454" /></p>
<p>Un contributo di Alex Neverseen per riflettere sulle caratteristiche discriminanti dell&#8217;essere.</p>
<blockquote><p>Personalità entropica, per nulla resiliente al contrario della massa. E&#8217; questo il punto che distingue l&#8217;originale dal banale. Non si dev&#8217;essere geni per essere originali. L&#8217;entropia tira fuori tutto quel che non è stato sopito in precedenza, con forti energie.</p>
<p>Oggi è facile sputare fuori un&#8217;energia che nel tempo è cresciuta, e non vi sono più ragioni per mollare, al soglio della morte.</p>
<p>Quel che suona e risuona in testa è la ricerca costante dell&#8217;indefinito, impossibile obiettivo che racchiude la verità sull&#8217;esistenza.</p>
<p>Le ragioni sono chiaramente offuscate dall&#8217;irrisolutezza dei punti di partenza e di arrivo. L&#8217;illogico non può pretendere razionalità, e su questo si cala un triste sipario per tutti coloro i quali hanno creduto nel palese inganno del proprio limitato edonismo.</p>
<p>Futilità di una vita, rima(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/falsi-miti/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=61&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leviagravia.it/2009/10/falsi-miti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spazi</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/spazi/</link>
		<comments>http://www.leviagravia.it/2009/10/spazi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex Neverseen</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>
		<category><![CDATA[spazi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leviagravia.it/?p=56</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-55" title="spazi" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/luogo.jpg" alt="spazi" width="357" height="400" /></p>
<p>Breve racconto di Alex Neverseen sui luoghi della resistenza e la resistenza dei luoghi.</p>
<blockquote><p>Immaginare la città ferma per un tempo indefinito, immaginarla morta per poi vederla rinascere era un’operazione difficile. Era difficile resistere all’onda sociale modellata secondo urgenze vane che avevano progressivamente indebolito le potenzialità della contemporaneità.</p>
<p>Le regole scandivano il tempo e, come per lo spazio, soffrivano dell’azione prodotta dagli animi più inquieti. Quelle regole erano insostenibili, ma la loro condivisione forzata le rendeva imprescindibili dal contesto che reggevano.</p>
<p>Come sfuggire a quell’onda che involontariamente si era resa così malvagia? Forse spegnendo il tempo, aveva realizzato dopo un inatteso sogno avvistato in un periodo di cambiamenti.</p>
<p>I cambiamenti sono frutto di combinazioni imprevedibili che occorrono sorprendentemente travolgendo un’esistenza apparentemente logica.</p>
<p>Certi sogni affamano di irrazionalità e al matt(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/spazi/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-55" title="spazi" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/luogo.jpg" alt="spazi" width="357" height="400" /></p>
<p>Breve racconto di Alex Neverseen sui luoghi della resistenza e la resistenza dei luoghi.</p>
<blockquote><p>Immaginare la città ferma per un tempo indefinito, immaginarla morta per poi vederla rinascere era un’operazione difficile. Era difficile resistere all’onda sociale modellata secondo urgenze vane che avevano progressivamente indebolito le potenzialità della contemporaneità.</p>
<p>Le regole scandivano il tempo e, come per lo spazio, soffrivano dell’azione prodotta dagli animi più inquieti. Quelle regole erano insostenibili, ma la loro condivisione forzata le rendeva imprescindibili dal contesto che reggevano.</p>
<p>Come sfuggire a quell’onda che involontariamente si era resa così malvagia? Forse spegnendo il tempo, aveva realizzato dopo un inatteso sogno avvistato in un periodo di cambiamenti.</p>
<p>I cambiamenti sono frutto di combinazioni imprevedibili che occorrono sorprendentemente travolgendo un’esistenza apparentemente logica.</p>
<p>Certi sogni affamano di irrazionalità e al matt(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/spazi/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=56&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leviagravia.it/2009/10/spazi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Retrospettive</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/retrospettive/</link>
		<comments>http://www.leviagravia.it/2009/10/retrospettive/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 10:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex Neverseen</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>
		<category><![CDATA[retrospettive]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.leviagravia.it/?p=76</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-65" title="vuoto" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/nudo.jpg" alt="vuoto" width="424" height="600" /></p>
<p>Una prosa inedita di Alex Neverseen</p>
<blockquote><p>penetrazione interrotta da un inidoneo flusso di coscienza.</p>
<p>dimostrazione lampante di un retaggio anacronistico.</p>
<p>e invece poteva essere soffice, tornando all&#8217;assoluto di un feroce abbandono necessario forse, limite della ragione, imperterrito nel perseverare.</p>
<p>giocava con il movimento e sentiva l&#8217;asprezza del cambiamento.</p>
<p>saltava su pensieri normali, per chiudersi all&#8217;inconscio, spesso brillante, altre volte latente.</p>
<p>il dovuto si confondeva quindi col potuto o quanto meno tentato.</p>
<p>la cultura che circondava l&#8217;accadimento era spesso più influente del cuore.</p>
<p>il respiro si faceva alterato, per abitudine o rinuncia.</p>
<p>le luci erano variabili, a seconda del caso, in quel caso.</p>
<p>il tempo era importante finché lo si considerava.</p>
<p>sentire il traguardo vicino e fermarsi ad allenare la propria abilità di resistenza era un frequente accadimento.</p>
<p>illudersi di compire un ob(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/retrospettive/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-65" title="vuoto" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/nudo.jpg" alt="vuoto" width="424" height="600" /></p>
<p>Una prosa inedita di Alex Neverseen</p>
<blockquote><p>penetrazione interrotta da un inidoneo flusso di coscienza.</p>
<p>dimostrazione lampante di un retaggio anacronistico.</p>
<p>e invece poteva essere soffice, tornando all&#8217;assoluto di un feroce abbandono necessario forse, limite della ragione, imperterrito nel perseverare.</p>
<p>giocava con il movimento e sentiva l&#8217;asprezza del cambiamento.</p>
<p>saltava su pensieri normali, per chiudersi all&#8217;inconscio, spesso brillante, altre volte latente.</p>
<p>il dovuto si confondeva quindi col potuto o quanto meno tentato.</p>
<p>la cultura che circondava l&#8217;accadimento era spesso più influente del cuore.</p>
<p>il respiro si faceva alterato, per abitudine o rinuncia.</p>
<p>le luci erano variabili, a seconda del caso, in quel caso.</p>
<p>il tempo era importante finché lo si considerava.</p>
<p>sentire il traguardo vicino e fermarsi ad allenare la propria abilità di resistenza era un frequente accadimento.</p>
<p>illudersi di compire un ob(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/retrospettive/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=76&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.leviagravia.it/2009/10/retrospettive/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
