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	<title>Levia Gravia &#187; recensioni</title>
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	<description>Rivista online di culture contemporanee</description>
	<lastBuildDate>Sat, 10 Jul 2010 18:42:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Letteratura e storia. La trilogia della macchina di Miljenko Jergović</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 13:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Stanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[prosa e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[antonio stanca]]></category>
		<category><![CDATA[La trilogia della macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e storia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Miljenko Jergović]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2002 al 2007 il giovane scrittore bosniaco Miljenko Jergović è stato impegnato nella “trilogia della macchina”, tre romanzi che narrano del rapporto tra l’uomo e la sua automobile. Il primo s’intitola “Buick Riviera”, il secondo “Volga, Volga”, il terzo “Freelander”. Questo, uscito nella versione originale nel 2007, è ora comparso in Italia per conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reset-italia.net/wp-content/uploads/2010/06/foto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-42711" title="Trilogia della macchina" src="http://www.reset-italia.net/wp-content/uploads/2010/06/foto-175x300.jpg" alt="Miljenko Jergović - trilogia della macchina" width="175" height="300" /></a>Dal 2002 al 2007<strong> il giovane scrittore bosniaco Miljenko Jergović </strong>è stato impegnato nella “trilogia della macchina”, tre romanzi che narrano del rapporto tra l’uomo e la sua automobile. Il primo s’intitola “Buick Riviera”, il secondo “Volga, Volga”, il terzo “Freelander”. Questo, uscito nella versione originale nel 2007, <strong>è ora comparso in Italia</strong> per conto della casa editrice Zandonai.<br />
<span id="more-215"></span></p>
<p>Jergović ha quarantaquattro anni, è nato a Sarajevo nel 1966, qui è vissuto fino al 1992, si è laureato in Filosofia e Sociologia, dal 1993 vive e lavora a Zagabria. Ha esordito come poeta nel 1988, come scrittore nel 1994 col famoso “<strong>Le Marlboro di Sarajevo</strong>”, una raccolta di racconti che gli ha procurato molti riconoscimenti e lo ha reso famoso oltre i confini della sua terra. Ha continuato come giornalista, redattore, drammaturgo, traduttore, conduttore televisivo e soprattutto come scrittore. Le sue narrazioni sono state spesso premiate e tradotte in molte lingue: è considerato il maggiore dei nuovi scrittori della Ex Jugoslavia. Suo genere preferito è il racconto breve, il suo stile è vario, dal periodo molto ampio a quello brevissimo, dai toni alti a quelli bassi. Anche nel contenuto si alternano temi ricercati ad altri comuni, quotidiani. Vero, autentico vuole riuscire in tal modo questo scrittore, della vita egli vuol dire, di come è fatta, di quanto comprende, di ciò che avviene, di chi la vive. Ad essa vuol far aderire la sua scrittura,  alla vita della vecchia Jugoslavia, ai suoi gravi avvenimenti, alle guerre esterne ed interne, alle distruzioni, crudeltà di ogni genere  successe quando inconcepibile era ormai divenuta tanta violenza nei rapporti umani e sociali.</p>
<p>Della sua vecchia terra scrive Jergović nelle numerose opere perché di essa intende recuperare lingua, religione, costumi, quanto, cioè, la distingueva e ne faceva una nazione. Un’aspirazione difficile la sua se si tiene conto che molte sono le etnie che in Jugoslavia si sono succedute, incontrate, scontrate, che controverso è stato il loro rapporto, impossibile una loro combinazione, che tante sono state e sono rimaste le lingue, le religioni e le usanze. Questo non ha fatto desistere Jergović ma lo ha convinto che tanta varietà e vastità non è un problema bensì un segno distintivo che andava cercato in ogni luogo della passata Jugoslavia. Così ha proceduto nelle sue narrazioni e così ha concepito l’idea del viaggio che fa compiere al protagonista di “Freelander”. Un viaggio, infatti, permette di venire a contatto con tanti luoghi, tante persone, di vivere tante situazioni. Il viaggiatore è il professore Karlo Adum che, con la vecchia e inseparabile Volvo, dopo circa cinquant’anni va da Zagabria, dove è vissuto, a Sarajevo, dove è nato. Ora è solo, è vedovo, è pensionato ed una circostanza particolare lo convince ad andare a Sarajevo e percorrere tanti chilometri. Porta con sé una pistola per difendersi da eventuali pericoli e passa attraverso città, villaggi, campagne dove visibili sono i segni di una recente guerra. Sono immagini, paesaggi di rovina, di miseria, di pena, di dolore, di morte quelli che gli si offrono, sono pericolosi gli incontri che fa per strada o nei locali dove si ferma per mangiare o dormire e sono soprattutto ricordi quelli che affiorano ad ogni passo. Anche questo è un libro di memorie e stavolta le memorie sono proprie dell’autore essendo il viaggio compiuto dal professore, da Zagabria a Sarajevo, quello che Jergović compie nel ricordo della sua vita passata. I luoghi attraversati da Karlo Adum con la sua Volvo sono stati dello scrittore ed essi egli vuole mostrare nelle condizioni degli anni precedenti, vuole rappresentare i danni che avevano subito da una delle tante guerre della Jugoslavia, le gravi conseguenze che ancora duravano. Vuole esprimere il suo sdegno per tanto male, denunciare i responsabili, entrare nella storia, giudicarla. Dalle piccole cose di ogni giorno Jergović muove, in questa e nelle altre opere, verso temi, tempi, spazi più ampi, dal caso procede verso la storia e di storia sono i suoi romanzi e racconti, di una storia che è stata crudele. Di essa egli fa letteratura, scrive, cioè, in modo da tradurre il documento in un racconto che ne estenda il significato, lo faccia giungere a tutti. E’ il compito che Jergović ritiene debba essere di ogni autore, quello di saper stare tra i propri ed i richiami della realtà, di non evadere dalla vita, dalla storia ma d’impegnarsi per diventare anche la voce degli altri.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Antonio Stanca</em></p>
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		<title>Tutto è vita. &#8220;Sotto cieli noncuranti&#8221; di Benedetta Cibrario</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 18:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Stanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[2008]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[antonio stanca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-204" title="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2010/05/foto.jpg" alt="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario" width="400" height="650" /></p>
<p>Come il primo romanzo “Rossovermiglio”, col quale vinse nel 2008 il Premio Campiello, anche il secondo, “Sotto cieli noncuranti”, è stato pubblicato da Feltrinelli nella serie “I Narratori”. Il primo è comparso nel 2007, il secondo nel 2010, li ha scritti Benedetta Cibrario che, nata a Firenze, vive ora a Milano dove svolge il suo lavoro. Da bambina la Cibrario è vissuta a Torino e di questa città si dice nei due romanzi. Nel secondo costituisce l’ambiente principale e fa pensare che la scrittrice sia rimasta legata ai luoghi della sua infanzia. Inoltre come in “Rossovermiglio” anche in “Sotto cieli noncuranti” ritorna l’interesse della Cibrario per quanto di vario, d’imprevisto, di assurdo può avvenire nella vita, per quanto di diverso, di contrario, rispetto alle intenzioni, alle volontà può verificarsi, per come tutto succeda lontano non solo da ogni previsione ma anche da ogni protezione, per come anche i cie(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2010/05/tutto-e-vita-sotto-cieli-noncuranti-di-benedetta-cibrario/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-204" title="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2010/05/foto.jpg" alt="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario" width="400" height="650" /></p>
<p>Come il primo romanzo “Rossovermiglio”, col quale vinse nel 2008 il Premio Campiello, anche il secondo, “Sotto cieli noncuranti”, è stato pubblicato da Feltrinelli nella serie “I Narratori”. Il primo è comparso nel 2007, il secondo nel 2010, li ha scritti Benedetta Cibrario che, nata a Firenze, vive ora a Milano dove svolge il suo lavoro. Da bambina la Cibrario è vissuta a Torino e di questa città si dice nei due romanzi. Nel secondo costituisce l’ambiente principale e fa pensare che la scrittrice sia rimasta legata ai luoghi della sua infanzia. Inoltre come in “Rossovermiglio” anche in “Sotto cieli noncuranti” ritorna l’interesse della Cibrario per quanto di vario, d’imprevisto, di assurdo può avvenire nella vita, per quanto di diverso, di contrario, rispetto alle intenzioni, alle volontà può verificarsi, per come tutto succeda lontano non solo da ogni previsione ma anche da ogni protezione, per come anche i cie(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2010/05/tutto-e-vita-sotto-cieli-noncuranti-di-benedetta-cibrario/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=205&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Tarantismo in Terra d&#8217;Otranto</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/il-tarantismo-in-terra-dotranto/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 22:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo A.Petrelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo A.Petrelli]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Imbriani]]></category>
		<category><![CDATA[IL TARANTISMO IN TERRA D’OTRANTO]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Giuseppe De Simone.]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.salentolibri.it/components/com_virtuemart/shop_image/product/5d299c04299a0cf5a1931a3dfd676b0d.jpg" alt="" width="347" height="481" /></p>
<p>Un piccolo fenomeno locale divenuto poi di massa, nell’ultimo decennio, si è imposto all’attenzione nazionale e internazionale ottenendo un successo notevole anche al di fuori del Salento. <em>La Notte della Taranta</em> è un classico esempio di <em>revival folklorico</em> (espressione coniata dall’antropologo Tullio Seppilli) dal forte profilo identitario. Il tentativo di riproposizione e imitazione di una cultura musicale tanto impenetrabile quanto affascinante, ha collocato il <em>tarantismo</em> in un nuovo contesto attualizzandolo, modificandone il significato, allontanando lo stesso sempre più dalla sua originaria dimensione religiosa, psicopatologica e etnomusicale; proprio per questo urge una riscoperta storica dei tratti essenziali che in passato l’hanno contraddistinto. La recente pubblicazione de <strong>Il Tarantismo in terra d’Otranto</strong> per le <em>Edizioni del Grifo</em>, capitolo tratto dall’opera <em>La vita della Terra d’Otranto</em> di Luigi Giuseppe De Simone, è (...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/il-tarantismo-in-terra-dotranto/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.salentolibri.it/components/com_virtuemart/shop_image/product/5d299c04299a0cf5a1931a3dfd676b0d.jpg" alt="" width="347" height="481" /></p>
<p>Un piccolo fenomeno locale divenuto poi di massa, nell’ultimo decennio, si è imposto all’attenzione nazionale e internazionale ottenendo un successo notevole anche al di fuori del Salento. <em>La Notte della Taranta</em> è un classico esempio di <em>revival folklorico</em> (espressione coniata dall’antropologo Tullio Seppilli) dal forte profilo identitario. Il tentativo di riproposizione e imitazione di una cultura musicale tanto impenetrabile quanto affascinante, ha collocato il <em>tarantismo</em> in un nuovo contesto attualizzandolo, modificandone il significato, allontanando lo stesso sempre più dalla sua originaria dimensione religiosa, psicopatologica e etnomusicale; proprio per questo urge una riscoperta storica dei tratti essenziali che in passato l’hanno contraddistinto. La recente pubblicazione de <strong>Il Tarantismo in terra d’Otranto</strong> per le <em>Edizioni del Grifo</em>, capitolo tratto dall’opera <em>La vita della Terra d’Otranto</em> di Luigi Giuseppe De Simone, è (...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/il-tarantismo-in-terra-dotranto/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=113&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>I versi perfetti di Sandro Penna</title>
		<link>http://www.leviagravia.it/2009/10/i-versi-perfetti-di-sandro-penna/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 14:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rose Gabarra</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[sandro penna]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignnone size-full wp-image-106" title="penna" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/penna.jpg" alt="penna" width="293" height="333" /></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>I versi perfetti di Sandro Penna</strong></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">La voce di Sandro Penna si è presentata fin dall&#8217;inizio nell&#8217;assoluta purezza del timbro, nella classica semplicità del canto, trovando in ciò una forte singolarità. La brevità delle sue strofe, la cantabilità provocatoria e sempre dolcissima dei suoi versi, il riproporsi continuo del tema erotico omosessuale che ha fatto delle sue poesie il canzoniere d&#8217;amore probabilmente più intenso e originale del Novecento, si sono opposti in modo deciso ai termini correnti della poesia del suo tempo, coinvolta, ai suoi esordi, nell&#8217;esperienza ermetica. </p>
<p>Il caratterizzarsi figurativo e impressionistico della lirica penniana è indifferente ad un tratteggio psicologico dei personaggi, che compaiono invece come figure evocate nella b(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/i-versi-perfetti-di-sandro-penna/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignnone size-full wp-image-106" title="penna" src="http://www.leviagravia.it/wp-content/uploads/2009/10/penna.jpg" alt="penna" width="293" height="333" /></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>I versi perfetti di Sandro Penna</strong></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">La voce di Sandro Penna si è presentata fin dall&#8217;inizio nell&#8217;assoluta purezza del timbro, nella classica semplicità del canto, trovando in ciò una forte singolarità. La brevità delle sue strofe, la cantabilità provocatoria e sempre dolcissima dei suoi versi, il riproporsi continuo del tema erotico omosessuale che ha fatto delle sue poesie il canzoniere d&#8217;amore probabilmente più intenso e originale del Novecento, si sono opposti in modo deciso ai termini correnti della poesia del suo tempo, coinvolta, ai suoi esordi, nell&#8217;esperienza ermetica. </p>
<p>Il caratterizzarsi figurativo e impressionistico della lirica penniana è indifferente ad un tratteggio psicologico dei personaggi, che compaiono invece come figure evocate nella b(...)  <a href='http://www.leviagravia.it/2009/10/i-versi-perfetti-di-sandro-penna/' rel="nofollow"><b>CONTINUA...</b></a></p><img src="http://www.leviagravia.it/?ak_action=api_record_view&id=105&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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