
Breve racconto di Alex Neverseen sui luoghi della resistenza e la resistenza dei luoghi.
Immaginare la città ferma per un tempo indefinito, immaginarla morta per poi vederla rinascere era un’operazione difficile. Era difficile resistere all’onda sociale modellata secondo urgenze vane che avevano progressivamente indebolito le potenzialità della contemporaneità.
Le regole scandivano il tempo e, come per lo spazio, soffrivano dell’azione prodotta dagli animi più inquieti. Quelle regole erano insostenibili, ma la loro condivisione forzata le rendeva imprescindibili dal contesto che reggevano.
Come sfuggire a quell’onda che involontariamente si era resa così malvagia? Forse spegnendo il tempo, (...) CONTINUA...



